Ricetta Baklava

Baklava  photo

Ingredienti:

  • 500 gr di pasta fillo, che sarebbe l’ideale. Eventualmente sostituire con Pasta Sfoglia
  • 300 gr di mandorle tritate
  • 300 gr di noci tritate
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino di chiodi di garofano tritati
  • 150 gr di burro

per lo sciroppo:

  • 450 gr di zucchero
  • 30 cl di acqua
  • 75 gr di miele
  • 2 cucchiaini di succo di limone
  • essenza di vaniglia

Mescolate le noci, le mandorle, i chiodi di garofano e la cannella.
Sciogliere il burro e imburrate una teglia rettangolare dove metterete la pasta sfoglia che deve essere tirata fino a farla diventare sottilissima. Da 500 g di pasta dovete ricavare almeno 10 fogli. Mettete uno sull’altro 2/3 fogli di pasta, nella teglia, e stendete parte del ripieno.
Continuate fino ad esaurimento del ripieno.
Coprite con due strati di pasta sfoglia e rimboccate i bordi.
Tagliate il baklava a quadri, versate il resto del burro e cuocete in forno già caldo a 200 gradi fino a far diventare la sfoglia di un bel colore dorato. Intanto mettete gli ingredienti per lo sciroppo in un pentolino e fate bollire a fuoco basso per 5-10 minuti. Appena pronto versatelo sul baklava caldo, appena tolto dal forno.

Photo by roboppy

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Tzazichi

Tzazichi photo

1 Cetriolo
1 Vasetto Yogurth
1 Spicchio Aglio (facoltativo)

Sminuzzare l’aglio, affettare il cetriolo (ma uno è un po’ troppo…) a listarelle e mischiare il tutto con lo yogurth, condire con sale pepe ed olio.
la ricetta in questione si chiama tzaziki ed è tipica della Grecia appunto…
lo yogurth deve essere intero fresco, se ne fate grosse quantità conviene passare lo yogurth in uno straccio a maglia fine e lasciarlo appeso a scolare sul secchiaio per 10 minuti prima di utilizzarlo…

Photo by Sara Maternini

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La Preparazione del Lievito Madre

Lievito Madre photo
Sta spopolando di questi tempi in tutta la blogosfera la moda del lievito madre.
Ma aldilà della moda c’è una cosa che si cela dietro questa magica creazione: la passione per la panificazione.
Ma non solo passione. Anche pazienza e costanza…

Del resto Balzac scriveva: “La pazienza è ciò che nell’uomo più assomiglia al procedimento che la natura usa nelle sue creazioni“.
Ed è proprio vero.
Il lievito madre con la sua lunga crescita, il suo sviluppo graduale, rappresenta proprio questa natura con i suoi ritmi pazienti contrapposti ai nostri decisamente frenetici!

Ma cominciamo dall’inizio.

Cos’è il lievito naturale, detto anche lievito madre?

Il lievito madre è un impasto a base di farina, acqua e zuccheri che mescolati tra loro e rinfrescati con costanza, fermentano spontaneamente. Questa fermentazione ha come effetto visibile la produzione di anidride carbonica che fa aumentare il volume dell’impasto producendo delle bolle interne. Così, semplicemente, complici il tempo ed i rinfreschi, nasce il lievito madre.

Cosa sono i rinfreschi?

I rinfreschi altro non sono che dei rabbocchi di farina ed acqua all’impasto base dal quale si sottrae una parte. In sostanza ogni volta che si procede ad un rinfresco si toglie la metà dell’impasto e si aggiunge della nuova acqua e farina. Si rimescola il tutto e si lascia nuovamente riposare.
Ecco la procedura per la produzione casalinga del lievito madre:

Ricetta delle Sorelle Simili:

  • 200 gr di farina
  • 90 gr di acqua
  • 1 cucchiaio di olio
  • 1 cucchiaio di miele

Perché il miele? Perché i microorganismi che si formano nel lievito ci cibano, per riprodursi, proprio degli zuccheri contenuti nell’impasto.

Come si procede:
Impastare tutti gli ingredienti a mano o nella macchina del pane.
Mettere poi questo panetto in un contenitore con coperchio e lasciare riposare l’impasto ad una temperatura di circa 22-25° per due giorni. L’inverno, con i riscaldamenti accesi nelle nostre case, è il periodo ideale per questo lavoro in quanto in casa c’è di solito questo range di temperatura.

Una volta trascorsi i due giorni osservate l’impasto: dovrebbe essere raddoppiato di volume ed avere un profumo acido di lievito (acido MA non sgradevole).
Quindi, rinfrescare l’impasto: prendere 100 gr dell’impasto ed aggiungervi 100 gr di farina e 45 gr di acqua a temperatura ambiente.

Mescolare bene e richiudere il contenitore. Lasciare riposare altri due giorni.
Trascorsi questi due giorni rinfrescare nuovamente il lievito nello stesso modo: 100 gr di farina e 45 gr di acqua. Questa volta però, porre in frigo l’impasto e riprenderlo dopo 5 giorni.

Trascorsi 5 giorni rinfrescare ancora allo stesso modo. Una volta fatta questa operazione altre due volte (per un minino, dunque, di 15 giorni) si potrà utilizzare il lievito per fare pane, brioches, panettoni, ecc.ecc.
Se ne prende una parte e con l’altra si procede ai rinfreschi fino a…quando volete! Perché il lievito madre è …per sempre!

Quando utilizzate il lievito madre per panificare ne dovrete inserire circa un terzo rispetto alla farina, quantità che aumenta lievemente se utilizzate farine integrali che lievitano meno facilmente (oppure optare per tempi di lievitazione piu’ lunghi).

Photo by Nicola since 1972

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Melanzane alla Parmigiana

PARMIGIANA photo

 

Ingredienti:

  • Pomodoro:
  • 2 cucchiai di olio di oliva+
  • 1 cipolla piccola tagliata fine
  • sale q.b.
  • 2 bottiglie di pomodoro passato.
  • Melenzane:
  • 1kg di melenzane
  • 3 uova
  • sale qb.
  • farina qb.
  • formaggio a piacere
  • pepe qb.
  • olio di oliva oppure semi di girasole cira 1 lt.

 

  1. - preparate il sugo di pomodoro con olio e cipolla.
  2. - pelate le melenzane.
  3. - affettate per lungo le melenzane.
  4. - mettete le melenzane sotto sale per farle spurgare l’amaro.
  5. -preparate un battuto di uova con formaggio sale e pepe.
  6. -mettete l’olio in padella e fatelo scaldare.
  7. - asciugate le melenzane
  8. - passate le melenzane prima nella farina e poi nell’uovo,dopo immergetele nell’olio caldo.
  9. - fatele asciugare
  10. - fate strati alternati di melenzane con mozzarella, pomodoro, formaggio e pepe.

Photo by Another Pint Please…

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Agnolotti al Sugo d’arrosto

Agnolotti photo

Per il Ripieno:
500 gr di Sottopaletta di Vitello
500 gr di Coscia di Maiale
5 Spicchi Aglio
1 Rametto Rosmarino
3 Uova
1 Mestolo Brodo
500 gr di Cavolo Verza
1 Bicchiere Olio d’oliva
100 gr di Formaggio Parmigiano Grattugiato
Per la Sfoglia:
1 Kg di Farina di Grano 00
12 Uova

Piatto tipico del Carnevale, quando gli uomini giocavano a cuciòn (si tratta di un gioco delle bocce svolto sulle strade del paese, anche sulla neve ghiacciata, senza mai tornare indietro) le donne preparavano gli agnolotti.
S’incomincia col ripieno, l’empiora.
Innanzitutto si arrostiscono le carni di vitello e di maiale: dapprima a fuoco vivace fino a doratura per 10-15 minuti, con olio, 3 spicchi d’aglio, rosmarino, sale e pepe, poi a fuoco tranquillo per un’ora abbondante bagnando, all’occorrenza, con brodo.
Lasciate raffreddare le carni, allontanate l’aglio e il rosmarino, dopodichè tritatele finemente.
Intanto fate lessare brevemente il cavolo verza e toglietelo ancora al dente; scolatelo bene e fatelo insaporire in padella con olio e due spicchi d’aglio; infine tritatelo finemente con la mezzaluna.
a questo punto riunite i triti delle carni e della verdura in una terrina, aggiungete il parmigiano grattugiato, le tre uova intere e amalgamate.
il ripieno è pronto.
Passate alla preparazione della sfoglia.
Su una spianatoia disponete il mucchio di farina, fate un incavo e in esso deponete 3 uova intere e 9 tuorli: impastate con cura fino ad ottenere una pasta soda ed elastica, aggiustandola eventualmente con altra farina.
Tagliate la pasta a fette piuttosto spesse e ricavatene una sfoglia molto sottile o col matterello o con la macchina apposita.
Prendete il ripieno e con le dita oppure con cucchiaio e forchetta fate dei piccoli mucchietti che deponete in fila sulla sfoglia ad un centimetro uno dall’altro e ad un centimetro circa dal bordo della sfoglia stessa.
Ripiegate quindi il bordo della sfoglia sui mucchietti e saldatelo longitudinalmente e fra un mucchietto e l’altro con una leggera pressione delle dita.
Infine con la rondella staccate la fila di agnolotti e poi separate un agnolotto dall’altro.
Essi appaiono quadrati, di un centimetro circa di lato, piuttosto rigonfi: più sono piccoli e panciuti e di sfoglia trasparente, più sono eccellenti.
Fateli riposare al fresco per un paio d’ore prima di gettarli nell’acqua bollente e salata: lasciateli per qualche minuto; allontanateli con la schiumarola e conditeli col sugo degli arrosti del ripieno; assaggiateli pure con un velo di burro fuso aromatizzato alla salvia o al rosmarino.
Ma gli intenditori apprezzano l’agnolotto nature, come esce dalla cottura, magari su un canovaccio di tela per asciugarlo bene.
Gli anziani li consumano affogati nel vino Barbera.
C’è anche chi ne fa arrostire qualcuno ancora crudo sulla piastra delle stufa a legna, rivoltandolo per evitare le bruciature.
Provate anche voi, quale stuzzichino prima del pranzo.
Vino Consigliato: Barbera d’alba.

 

Photo by u m a m i

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