800 gr di Fesa di Vitello (fette da 800 G)
150 gr di Prosciutto Cotto
3 Uova
4 Cucchiai Formaggio Grana Grattugiato
1 Cucchiaio Pangrattato
1 Grattatina Noce Moscata
3 Cucchiai Prezzemolo Tritato
60 gr di Burro
10 cl di Olio d'oliva
20 cl di Brodo
1/2 Bicchiere Vino Bianco Secco
Sale
Pepe
Sbattete le uova in una terrina con il sale necessario, una macinata di pepe e una grattatina di noce moscata, unite il pangrattato e il grana grattugiato.
Fate sciogliere una noce di burro in una padella antiaderente, versatevi dentro il composto di uova e fatelo cuocere da entrambi i lati per 3-4 minuti a calore moderato, in modo da ottenere una frittata larga e sottile.
Ponete la fetta di carne sul piano di lavoro e appiattitela leggermente con il batticarne, cospargetela con sale, pepe e adagiatevi sopra il prosciutto affettato, cospargetelo con il prezzemolo tritato e coprite tutto con la frittata.
Arrotolate la fetta di carne su se stessa e inserite il rotolo ottenuto nell'apposita reticella.
Fate scaldare l'olio e il resto del burro in una casseruola, unite l'arrosto e lasciatelo rosolare a calore vivace per 7-8 minuti, rigirandolo da tutte le parti finché avrà preso un bel colore dorato.
Bagnatelo allora con il vino e lasciatelo consumare quasi per intero, unite il brodo bollente, coprite il recipiente, abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per un'ora circa, avendo cura di girare l'arrosto di tanto in tanto e di aggiungere un goccio d'acqua calda, se il fondo di cottura tendesse a consumarsi troppo.
Al termine, private l'arrosto della reticella, tagliatelo a fette non troppo sottili e servitelo con il fondo di cottura filtrato.
In moltissime case sono tenuti veri e propri arsenali di piatti, bicchieri di ogni tipo, tovaglie di varie metrature e disegno, tovaglioli, coppe, sottocoppe ricamate e non, tutte in attesa della grande occasione per poter essere sfoggiate.
Tutto questo armamentario di solito resta a prendere polvere e non esce mai a veder la luce se non in rarissime occasioni che si presentano un paio di volte l'anno.
A parte la soddisfazione di poter offrire il piacere di una tavola preziosamente imbandita anche ad altri, crediamo che sarebbe bene ripetere la piacevole sensazione molto più spesso, anche nell'intimità familiare, perchè avere cose belle lasciate al lento logorio del tempo che passa non è consigliabile.