300 gr di Riso Bollito
250 gr di Piselli
1/2 Cipolla Piccola
3 Cucchiai Salsa di Pomodoro
2 Uova
70 gr di Burro
50 gr di Formaggio Parmigiano Grattugiato
1 Bicchiere Brodo
4 Fegatini di Pollo
100 gr di Pangrattato
Olio Per Friggere
Sale
Tritate la cipolla e fatela rosolare in una casseruola con 20 g di burro, a calore moderato fino a quando comincia a colorarsi.
a questo punto unite i fegatini di pollo, puliti e ridotti a pezzettini, fateli insaporire per 5-6 minuti, quindi aggiungete i piselli, la salsa di pomodoro e il brodo caldo, regolate di sale e lasciate cuocere a fuoco basso per 25-30 minuti.
Ponete in una terrina il riso bollito, un uovo sbattuto, il Parmigiano grattugiato e il resto del burro, mescolate bene in modo da amalgamare il tutto, quindi ricavate dal composto tanti arancini, servendovi dell'apposito attrezzo.
Inserite in ciascun arancino un poco del ripieno preparato, con l'aiuto di un cucchiaino.
Passate tutti gli arancini prima nell'altro uovo, sbattuto e salato, poi nel pangrattato, e friggeteli in una padella con l'olio caldo, a calore moderato, fino a quando saranno ben dorati.
Toglieteli dal recipiente di cottura e passateli su un foglio di carta assorbente da cucina, per eliminare l'unto assorbito in eccesso, dopodichè trasferiteli su un piatto di portata e serviteli ben caldi.
NOTA: saporiti e semplici da realizzare, questi arancini possono essere preparati anche con avanzi di risotto; quest'ultimo, fatto ammorbidire con un po' di brodo caldo, rende gli arancini ancora più gustosi.
Il Mango è un frutto esotico che cresce prevalentemente nelle aree equatoriali del pianeta. Nonostante non venga coltivato in maniera intensiva nel nostro paese, è sempre più facile trovarli sui banchi di frutta dei supermercati o dei negozi di ortofrutta più forniti.
Le varietà esistenti sono molteplici, ma quelle importate sono due in particolare: la varietà Brasiliana, di colore rosso acceso e quella Israeliana, di colore giallo-verde.
La leggenda narra che l'albero del Mango sia nato dalle ceneri della figlia del Dio Sole, e all'ombra della sua pianta Buddha trascorreva ore in meditazione.
Da un albero del genere, i frutti ottenuti non potevano che essere ricchi di proprietà e caratteristiche particolari: la buccia è lucida e tesa, quasi plastica, i colori sempre brillanti che vanno dal giallo al rosso, fino al verde in particolari varietà.
La polpa dolce e succosa ricorda vagamente il sapore dell'Ananas e della Pesca, ma con una leggera nota speziata nel retrogusto.
In poche parole una vera gioia per il palato, al punto che gli Indiani ne hanno fatto il frutto simbolo delle gioie d'amore.