500 gr di Pasta Tipo Strozzapreti
800 gr di Canocchie
6 Pomodori Grandi Maturi e Sodi
2 Scalogni
1 Pizzico Peperoncino
Alcune Foglie Basilico Fresco
Olio d'oliva
Vino Bianco
Sale
Gli strozzapreti sono un tipo di pasta caratteristico della cucina romagnola: pare che i parroci della riviera adriatica ne fossero talmente ghiotti da rischiare di rimanere strozzati dalla troppa voracità con cui ne mangiavano.
Si prestano a svariati condimenti, ma la loro morte migliore è con sughi di pesce o con un buon ragù.
Quasi obbligatorio l'abbinamento di questa versione con un Albana di Romagna o con un Trebbiano fermo.
Se amate impastare potete preparare gli strozzapreti con circa 500 grammi di farina di grano duro, sale e acqua tiepida quanto basta.
Impastate il tutto sino ad ottenere una pasta soda ed elastica, che stenderete sottile sulla spianatoia dopo averla lasciata riposare per circa mezz'ora.
Ritagliate dei rettangoli di circa cm.
3 per 2, ed arrotolateli a sigaretta in diagonale, ottenendo una sorta di maccheroncino.
Tagliate la canocchie in due o tre pezzi (secondo la dimensione), conservandone alcune intere per guarnire il piatto.
in una larga padella fate imbiondire leggermente lo scalogno tritato con il peperoncino, quindi aggiungete le canocchie e cuocete per alcuni minuti rivoltandole delicatamente.
Aggiungete un bicchiere di buon vino bianco e fate cuocere fino a che l'alcool sarà evaporato.
Aggiungete a questo punto i pomodori preventivamente pelati, privati dai semi e grossolanamente tritati, e fate cuocere mescolando delicatamente per non più di dieci minuti.
Nel frattempo cuocete gli strozzapreti in abbondante acqua salata, scolateli e conditeli con il sugo cui avrete aggiunto all'ultimo alcune foglie di basilico fresco.
Guarnite il piatto di portata con le canocchie che avrete conservato intere e servite ben caldo.
Il Mango è un frutto esotico che cresce prevalentemente nelle aree equatoriali del pianeta. Nonostante non venga coltivato in maniera intensiva nel nostro paese, è sempre più facile trovarli sui banchi di frutta dei supermercati o dei negozi di ortofrutta più forniti.
Le varietà esistenti sono molteplici, ma quelle importate sono due in particolare: la varietà Brasiliana, di colore rosso acceso e quella Israeliana, di colore giallo-verde.
La leggenda narra che l'albero del Mango sia nato dalle ceneri della figlia del Dio Sole, e all'ombra della sua pianta Buddha trascorreva ore in meditazione.
Da un albero del genere, i frutti ottenuti non potevano che essere ricchi di proprietà e caratteristiche particolari: la buccia è lucida e tesa, quasi plastica, i colori sempre brillanti che vanno dal giallo al rosso, fino al verde in particolari varietà.
La polpa dolce e succosa ricorda vagamente il sapore dell'Ananas e della Pesca, ma con una leggera nota speziata nel retrogusto.
In poche parole una vera gioia per il palato, al punto che gli Indiani ne hanno fatto il frutto simbolo delle gioie d'amore.